Le Case

Le Quattro Case di Offollè

Barrabottu è il mostro del Nord, legato alla terra, alle tane profonde, alle radici e alle cose che strisciano nel buio. Il suo corpo sembra nato da fango secco, corteccia e pelle animale: indossa una grande maschera cornuta, deformata in un ghigno minaccioso. I suoi colori sono il verde e il marrone, come muschio, bosco marcio e suolo bagnato.
Attorno a lui si muovono ragni e insetti, sue piccole sentinelle. Barrabottu non corre: avanza lento, pesante, come una frana che prende vita. È il mostro delle paure antiche, quelle che stanno sotto i piedi, nei muri, nei campi abbandonati. Dove passa, la terra sembra trattenere il respiro.

Mamma di lu Soli appartiene al Sud e all’elemento del fuoco. È una figura ardente, quasi regale, vestita di rosso e oro, con un’aura che ricorda fiamme, raggi solari e calore insopportabile. Sul petto porta un ciondolo con il sole, simbolo del suo potere e della sua natura bruciante.
È legata a serpi e gechi, creature che vivono tra pietre calde, muri assolati e crepe della terra. Mamma di lu Soli non è solo distruzione: è anche energia, febbre, passione, punizione. Il suo sguardo può seccare le sorgenti e far tremare chi mente. È il mostro del mezzogiorno, della luce troppo forte, del sole che non perdona.

Maria Linzolu è la creatura dell’Est, dominata dall’aria. Appare come una figura alta e spettrale, coperta da un lenzuolo bianco-giallastro che le cade sul volto come un sudario. I suoi colori sono il giallo e il bianco, tinte pallide di luce all’alba, polvere e ossa esposte al sole.
È accompagnata da barbagianni e rapaci, uccelli notturni e silenziosi che vedono ciò che gli uomini non vedono. Maria Linzolu non urla: sussurra. Il suo terrore arriva col vento, con il fruscio delle tende, con un battito d’ali improvviso dietro le spalle. È il mostro delle apparizioni, dei presagi e delle voci portate dall’aria.

Sulvula viene dall’Ovest, dove il giorno muore e comincia la notte. Il suo elemento è l’acqua, ma non quella limpida: è acqua scura, stagnante, lunare. I suoi colori sono il blu e il nero, come mare profondo, pozzi, cielo notturno e ombre bagnate. Porta una cintura blu, segno della sua appartenenza alle correnti invisibili.
Accanto a lei compaiono gatti neri e rospi, animali della soglia, della magia e dei luoghi umidi. Sulvula è malinconica e inquietante: siede vicino ai cimiteri, agli stagni, alle fontane dimenticate. Non aggredisce subito; osserva, attende, chiama. È il mostro dei segreti sommersi, delle lacrime trattenute e delle ombre che si allungano al tramonto.